 |
|
>> Cosa si intende per 3D
Oggi esiste molta confusione su ciò che si intende per immagini, filmati o grafica 3D. La confusione deriva dal fatto che molti per attirare l'attenzione sui propri prodotti hanno definito "in 3D" qualcosa di bidimensionale, solo per il fatto di aver usato software per modelli tridimensionali. Per fare un esempio: molti dicono che " Toy story" è un cartone animato in 3D mentre è solo il prodotto bidimensionale di software di grafica tridimensionale. Se accettassimo di definirlo in 3D dovremmo dire che sono in 3D anche tutti i film dove recitano persone vere, tridimensionali. |
>> Come viene percepita la tridimensionalità
Il cervello umano percepisce qualcosa di tridimensionale se l'osservatore vede con i due occhi immagini diverse relative a due punti di vista della stessa scena reale. Per simulare la visione tridimensionale occorre qualcosa che riesca ad "imbrogliare" il cervello con due immagini "plausibili" relative alla medesima scena come sarebbe stata vista da due occhi ( stereoscopia ). Per affermare che una sistema permette di vedere in 3D (stereoscopico) deve essere in grado di produrre questo effetto: un occhio deve poter vedere un'immagine mentre l'altro vede un'immagine diversa. In questo modo il cervello elaborerà le informazioni relative alle due immagini e fornirà a chi osserva la sensazione di profondità, propria della visione 3D.

|
>> Gli studi sui sistemi di visione 3D stereoscopici
Per simulare la visione tridimensionale da molti anni sono stati studiati, progettati e costruiti vari sistemi. La tecnologia stereoscopica con gli occhiali a lenti rosse e verdi (tecnica anaglifica) esiste ancor prima del 1903, anno in cui i fratelli Lumière realizzarono il primo film stereoscopico tridimensionale: il famoso L'Arrivée d'un train en gare à La Ciotat. Già negli anni ’50 sono stati poi realizzati film a colori che impiegavano una tecnica analoga a quella dei nostri giorni: venivano utilizzati due proiettori dotati di filtri polarizzati. Gli spettatori potevano vedere le immagini tridimensionali mediante l’uso di occhiali polarizzati in grado di separare le immagini destinate ai rispettivi occhi. Il sistema ebbe un grande successo ma più tardi a causa dei costi elevati dei sistemi di ripresa e varie complicazioni nel sistema di proiezione, fu relegato a parchi giochi o sale specifiche (IMAX 3D). Sia l'aumento delle sale 3D IMAX nel mondo che le lunghe file nei parchi giochi per vedere un'animazione 3D di pochi minuti testimoniano l'interesse per il 3D da parte del pubblico. In questi ultimi anni prima il progetto europeo "Cost 230" e poi il progetto ATTEST hanno esaminato e sviluppato sistemi di ripresa e visualizzazione in 3D. Importanti aziende del settore, quali ad esempio Barco, Sharp e Stereographics, producono sistemi di visualizzazione stereoscopica tridimensionale ma i costi elevati li hanno relegati per lo più a campi di utilizzo altamente specializzati. |
>> I sistemi tridimensionali 3DSWITCH
Tutti i sistemi attualmente offerti da 3DSWITCH si basano sulla polarizzazione della luce e prevedono l'utilizzo di occhiali polarizzati da parte degli spettatori. Le tecnologie utilizzate da 3DSWITCH per visualizzare in 3D partono da concetti base consolidati da decenni applicando tutto ciò che è stato sviluppato in questi ultimi anni (video proiettori DLP, microtelecamere, computer ecc.) e completando le lacune dei prodotti in commercio con prodotti esclusivi brevettati realizzati dalla 3DSWITCH (schermi ad alto rendimento, software di proiezione, occhiali in titanio ecc.). Il risultato è un abbattimento dei costi di esercizio nonostante un aumento delle prestazione nel sistema finale per consentire una maggiore diffusione della 3D. |
|
|
 |